Come conservare il basilico: trucchi Giusti per Te

postato in: Benessere, Casa, cibo | 0

Uno degli ingredienti principali che ci accompagna in estate è da sempre il basilico. Questo infatti è l’ingrediente che maggiormente impreziosisce la nostra cucina, una garanzia di freschezza e gusto ad ogni piatto, grazie anche al suo inconfondile ed inebriante profumo. Profumo che putroppo perde con l’arrivo poi dei primi freddi. Ci sono ben 40 varietà diverse e le più note sono il basilico napoletano a foglia larga, e il quello genovese a foglia stretta. Per crescere il basilico ha bisogno di sole e calore, e il bello dell’estate è che se ne trova in quantità. Tuttavia, è possibile conservarlo anche d’inverno mantenendo inalterato il suo aroma e potendolo così avere a disposizione per insaporire le nostre ricette tutto l’anno.

Conservarlo congelandone le foglie

È il sistema più semplice e pratico per conservare il basilico tutto l’anno. Basta lavare le foglie, asciugarle bene e disporle su una teglia rivestita di carta stagnola. Mettete poi la teglia in congelatore per circa due ore e, una volta congelate, riponetele delicatamente in un contenitore a chiusura ermetica o in un sacchetto per alimenti, per poi conservarle di nuovo nel congelatore. Questo consente di mantere intatte le foglie che altrimenti si sbriciolerebbero. Quando ne avrete bisogno, prelevate dal contenitore la quantità giusta e avrete un basilico sempre profumato per insaporire tutti i vostri piatti.

Conservazione sotto sale

Basilico sotto sale

Anche questo metodo vi consentirà di conservare il basilico a lungo, e se avete un luogo fresco in cui potrete crearvi un’abbondate scorta invernale. Una volta lavate e asciugate le foglie di basilico, disponetele in vasi a strati cospargendole con sale fino. L’ultimo strato deve essere di sale, poi schiacciate con un cucchiaino, ricoprite con un filo d’olio e chiudete il vasetto.

Quando ne avete bisogno, potete prelevare le foglie dal vasetto e poi richiudere avendo cura di ricoprire sempre con un po’ d’olio. Se optate per questo metodo di conservazione ricordate di non salare troppo le vostre ricette a base di basilico.

Conservazione sott’olio

Basilico sott’olio

Questo trucco non solo vi consentirà di conservare a lungo il basilico, ma anche di avere a disposizione una base per preparare velocemente il pesto. Lavate e asciugate bene tutte le foglie, controllando che restino integre. Sterilizzate dei barattoli di vetro e inseriteci le foglie di basilico. Cospargete il recipiente di olio extravergine d’oliva fino a sommergere completamente le foglie. Chiudete ermeticamente e riponete il barattolo in frigo.

Il basilico sott’olio è il metodo migliore per mantenere inalterati il colore e il profumo della pianta. Infatti, il basilico non può essere essiccato e tritato come altre erbe aromatiche poiché tende a scurirsi e perdere il sapore a contatto con l’aria.

Una volta aperto il vasetto, però, ricordate di consumarlo al massimo entro due settimane.

Basilico essiccato

Tra i tanti metodi di conservazione, quello dell’essiccatura è sicuramente il più duraturo!

Esistono due diverse tecniche con cui potrete essiccare facilmente il vostro basilico. La prima consiste in un’essiccatura più naturale. Separate prima di tutto i ramoscelli e togliate le singole foglie dal gambo più grande. Dovrete lasciare almeno 3 cm di stelo. Successivamente, lavate e pulite con attenzione le foglie sotto l’acqua fredda, per rimuovere eventuali residui di sporco. Tamponate delicatamente le foglie utilizzando dei fogli di carta assorbente, per evitare che l’acqua ristagni. Una volta asciutte, raggruppate le foglie e legate insieme gli steli con un elastico o uno spago. Appendete i mazzetti con un gancio in una stanza aerata, cercando possibilmente di tenerle lontane da fonti di calore. Fate riposare per 10-14 giorni ed ecco pronto il vostro basilico essiccato!

Erbe aromatiche essiccate

Se invece cercate una soluzione più veloce, potete utilizzare il forno. Il metodo è simile al precedente ma, dopo aver staccato i ramoscelli, dovrete separare le foglie dallo stelo, senza danneggiarle. Procedete poi con il lavaggio sotto l’acqua corrente fredda e l’asciugatura con carta assorbente. A questo punto, preriscaldate il forno alla temperatura più bassa possibile (50-60 °C sarebbe l’ideale) e successivamente disponete le foglie su una teglia in maniera uniforme e senza sovrapporle. Infornate per 20 minuti. Al termine della cottura, lasciate riposare il basilico nel forno spento per una notte: il mattino seguente, le vostre foglie essiccate saranno pronte.

Sapendo di poter conservare ed utilizzare il basilico per tutti i vostri piatti per tutto l’anno cosa ne dite di inviarci le vostre ricette più gustose?

Come coltivare la Stevia in casa

postato in: Benessere, Casa, cibo, Salute | 0

Da sempre la Stevia, è stata usata dalle popolazioni del Sud America, come dolcificante naturale, e le sue proprietà le hanno fatto guadagnare infatti l’appellativo di erba dolce.

La stevia, o meglio il dolcificante che ne deriva, permette di addolcire bevande e dolci, senza impatto sul livello di glucosio nel sangue. Per questo motivo oggi viene scelta principalmente da chi necessità di mantenere sotto controllo la glicemia.

Scopriamo allora insieme come poter coltivare direttamente in casa la stevia e come poter poi realizzare in autonomia il dolcificante che ne deriva.

Stevia: come coltivarla

La stevia è una piccola pianta che può essere anche perenne nei luoghi con clima temperato. Dove invece il clima è più rigido dopo la fioritura in tarda estate o in autunno, solitamente è destinata a morire con l’arrivo dei primi freddi. In generale quindi la steva ama il sole e i terreni ben drenati e non sopporta in alcun modo il gelo. Per questa ragione, per poterla coltivare anche qui da noi, benché la stagione fredda sembri non essere più rigida come in passato, è bene ricorrere a del semplice tessuto non tessuto o della buona pacciamatura di paglia per proteggerne le radici dal gelo: in questo modo, ai primi tepori primaverili, la vostra pianta si “risveglierà”.

In alternativa, potete anche piantarla in idonei vasi e riporla all’interno di una serra o in un luogo ben riparato riparato.

Il modo migliore per poter avere la stevia nel proprio giardino o sul proprio balcone è di moltiplicarla per talea o per divisione del pane di radici. Difficilmente infatti si riescono ad avere buoni risultati dalla semina. Nulla vieta comunque di tentare. Il terreno deve essere ben drenato e argilloso: scegliete dell’argilla espansa da porre sul fondo del vaso e non dimenticate di evitare i ristagni d’acqua, pena marciume radicale quasi certo. Ponetela in esposizione soleggiata, cresce bene in pieno sole. Ricordate di arricchire il terreno con soffice compost maturo almeno 2 volte l’anno, in modo da fornire energia alla sua crescita. Per quanto riguarda le possibili infestazioni invece, la stevia non è interessata quasi mai da parassiti, a patto che teniate sempre sotto controllo il drenaggio.

Come e quando raccogliere la stevia

La raccolta della stevia riguarda le foglie verdi. Da Agosto in poi e prima della fioritura, tagliate i rami in modo da evitare che la pianta produca i fiorellini bianchi a grappolo, e poneteli a essiccare a testa in giù in luogo fresco e asciutto. Vedrete che la stevia ben presto rigetterà nuovi germogli, assicuratevi di tenerli al riparo dal freddo e a fine autunno, provvedete a tagliare a filo del terreno i rami.

Come preparare la polvere dolcificante a base di stevia

Quando le foglie di stevia saranno completamente secche, potrete procedere alla pulitura: rimuovete manualmente le foglie dai rami e ponetele in un mixer.

Dopo averle ridotte in polvere, provvedete a setacciarle e trasferite il tutto in un barattolo di vetro ben chiuso.

La polvere di stevia si conserva per oltre 1 anno. Potrete utilizzarla come dolcificante per le vostre bevande calde o fredde oppure come dolcificante alternativo per i vostri dolci. La cosa fondamentale da ricordare sempre è che la stevia ha un potere dolcificante maggiore del classico zucchero. Per non eccedere, quindi, provate procedendo con piccole aggiunte, in modo da capire quale quantità di stevia dolcifica a sufficienza per i vostri gusti. Inoltre, ricordate che la stevia porta con sé, assieme al potere di dolcificare, anche un lieve retrogusto di liquirizia che non a tutti è gradito.

Come preparare l’estrettato dolcificante di stevia

Se, oltre alla polvere dolcificante, volete realizzare un estratto dolce di stevia, dovrete soltanto seguire questa semplice ricetta.

Ingredienti:

  • foglie di stevia (fresche o secche)
  • alcool alimentare
  • un barattolo di vetro

Procedimento:

  1. Riponete le foglie di stevia in un barattolo di vetro pulito, aggiungete l’alcool in modo che le foglie risultino ricoperte e chiudete il barattolo con il coperchio.
  2. Ponete il barattolo al buio per almeno 48 ore e una volta trascorso questo tempo, aprite il barattolo e rimuovete le foglie dall’alcool. Suggeriamo di filtrare le foglie con un colino e di strizzarle molto bene magari schiacciandole con il dorso di un cucchiaio, in modo che rilascino tutto il loro “succo”.
  3. Filtrate quindi l’alcool e riponetelo in una boccetta di vetro scura, meglio se con contagocce. Potrete così dosare il vostro estratto di stevia per dolcificare in modo preciso. Naturalmente data la base alcolica non avrà necessità di conservanti e durerà molto più a lungo.

Come preparare uno sciroppo dolcificante a base di stevia

Oltre alla polvere e all’estratto possiamo realizzare a casa anche uno sciroppo.

Ingredienti

  • 500 ml di acqua non clorata
  • 2 tazze di foglie di stevia

Procedimento:

  1. Ponete sul fuoco un pentolino con i 500ml di acqua e portatela ad ebollizione.
  2. Quando bolle, aggiungete la stevia e lasciatela bollire per circa 15 minuti con un coperchio, abbassando la fiamma.
  3. Trascorso questo tempo, spegnete il fuoco e lasciate raffreddare.
  4. Una volta che lo sciroppo sarà freddo, versatelo in un contenitore per fare i cubetti di ghiaccio. In questo modo potrete conservarlo in freezer a lungo, scongelando al bisogno, un cubetto di sciroppo alla volta.
  5. Se preferite, invece, potrete versare lo sciroppo così ottenuto in una boccetta di vetro da tenere in frigorifero per non oltre 7 giorni. Lo sciroppo non contiene infatti alcun conservante.

Se provate a lanciarvi nella coltivazione della stevia raccontateci la vostra esperienza e con quale dolcificante vi siete cimentati. Potete anche condividere le vostre ricette casalinghe a base di stevia!

La scienza in cucina: i fornelli di casa si trasformano in un laboratorio

postato in: Casa, cibo, Salute, Tecnologia | 0

In cucina lo sappiamo talento e creatività sono fondamentali. Ma anche la scienza è importante. Più di quanto, forse, si pensi!

Sapete infatti dove si trova il più spettacolare laboratorio scientifico del mondo? Esattamente tra il vostro salotto e la camera. Esattamente. Uno dei luoghi in cui si fanno, tutti i giorni e senza pensarci, i migliori esperimenti di fisica, chimica e biologia è proprio la cucina. Increbile vero? Nessuna magia in realtà ma solo ed unicamente Scienza!

Quando il cibo cuoce succedono cose a volte strane e difficili da immaginare. Tanto che, per millenni, non abbiamo capito nulla di quel che accadeva sotto il coperchio di una pentola: abbiamo cucinato e basta. Poi, gli scienziati hanno cominciato a studiare per capire, ad esempio, come mai la carne diventa così profumata quando sta sulla griglia. Sono nate delle vere e proprie displine scientifiche ed universitarie che si occupano di questi temi come la fisica gastronomica.

Pensate che la cottura è il processo più complesso che esista sulla Terra perché durante la cottura succede di tutto! Quando si parla di “fisica gastronomica” dobbiamo dimenticare il concettato tradizionale che viene insegnato in Scienze in tutte le scuole, ossia che il mondo non si divide tra oggetti solidi, liquidi e gassosi.

Buona parte di ciò che ci circonda, soprattutto in cucina, è in realtà una via di mezzo tra quelle condizioni e lo vediamo in alimenti quali la marmellata, la maionese, il budino ma anche nella pasta del pane.

L’importanza del calore

Grazie al calore in cucina si possono fare un’infinità di cose. Il calore può infatti sciogliere e rendere più liquide le sostanze, pensate ad esempio alla cottura dei surgelati. Ma quando lo si usa in cucina, spesso fa accadere il contrario: il calore può servire infatti a rendere anche più solidi i cibi. E non perché fa evaporare l’acqua ma perché i gruppi di atomi che compongono gli alimenti (le molecole), cambiano forma e si legano e si organizzano tra loro in modo diverso.

L’importanza del calore

Uno straordinario effetto di questo fenomeno è rappresentato dallo zucchero.

Se scaldiamo lo zucchero a fuoco lento questo in una prima fase diventerà liquido, ma aumentando la temperatura lo zucchero torna ad uno stato solido cambiando colore. Ecco come lo zucchero si trasformain caramello. Questo accade perchè le sue molecole si rompono, formandone di altre, totalmente diverse. Questo spiega anche perchè il caramello ha un sapore completamente diverso dallo zucchero.

Affascinante vero?

La differenza scientifica tra “sapore e aroma”

Un altro facile esperimento che ci dimostra come, in cucina, sia fondamentale conoscere la scienza riguarda la differenza tra il sapore (che si sente in bocca) e l’aroma (che si sente nel naso).

Proviamo ad esempio ad assaggiare, tenendo il naso tappato, un succo di frutta alla pesca e uno all’albicocca. Entrambi, in queste condizioni, sanno di acido e di dolce ma non possono essere distinti l’uni dall’altro perché quello che fa la differenza è l’aroma che non può essere percepito con il naso tappato. Fate lo stesso esperimento con uno spicchio di mela ed un pezzo di patata cruda, ne resterete sopresi.

Proviamo adesso a fare un esperimento più complesso che in realtà si concretizza in un’azione che compiamo in cucina quasi ogni giorno. Coinvolgete i bambini in questi esperimenti in cucina spiegando “scientificamente” i vari fenomeni. Fare Scienza in questo modo non sarà mai così divertente e se poi ci scappa anche un bel pranzetto meglio ancora!

Esperimento: le tre cotture della pasta

Cosa ci occorre:

  • Pasta di grano duro
  • Acqua fredda
  • Una pentola con il coperchio

Proviamo a riempire una pentola di acqua fredda e lasciamo uno spaghetto tutta la notte a bagno. Il giorno dopo lo troveremo “molle”. Si sarà anche cotto?

Ovviamente no, perché è mancato il calore e senza calore il cibo non cuoce. Diventare molle e cuocere sono due cose ben diverse ed è solo in quest’ultimo caso che succedono tre cose diverse.

La prima è un processo fisico: l’acqua si infila tra le molecole del cibo e lo rende morbido (è quello che è successo al nostro spaghetto, che si è riempito d’acqua fredda).

La seconda cosa riguarda l’amido contenuto nella pasta (l’amido è composto di carboidrati, cioè di zuccheri). Il calore, cuocendo l’amido, rende le molecole 20 o 30 volte più grandi e così possono riempirsi d’acqua: ecco perché la pasta cotta è più grande di quella cruda! Ed ecco perchè le nonne dicono sempre “mettine poca che poi cresce!”

La terza cosa riguarda il glutine, che è fatto di proteine (un tipo di molecola) ed è un altro dei componenti fondamentali della pasta. Con il calore quelle proteine cambiano forma senza assorbire acqua, però diventano digeribili.

Ora volete veramente stupire la mamma con effetti “speciali”? Anzi scientifici…

Possiamo dire ufficialmente che siamo in grado di cuocere la pasta senza far bollire l’acqua.

Sappiamo che l’acqua bolle a 100 °C ma in realtà bastano 60-70 gradi per cuocere l’amido e 70-80 gradi per il glutine. Perciò, se la pasta viene aggiunta quando l’acqua bolle è poi possibile spegnere il fuoco. Copriamo la pentola con coperchio, per non lasciar raffreddare troppo in fretta l’acqua, e la pasta cuocerà benissimo.

Ed ora gustiamoci un buon piatto di spaghetti e ricordate che cucinare non è solo un’arte ma è una vera propria Scienza!

PlayStation 5: uscita ufficiale a fine 2020

postato in: Casa, Tecnologia | 0

E’ finalmente arrivato l’annuncio ufficiale, quello che molti appassionati “giocatori” attendevano ormai da anni con impazienza: Sony lancerà la nuova PlayStation 5, la sua console di “nuova generazione”, durante il periodo natalizio del 2020.

Jim Ryan, presidente di Sony Interactive Entertainment, durante l’annuncio ha svelato alcuni interessanti dettagli. E’ arrivata infatti la conferma che i  nuovi hard disk presenti in PS5 saranno di tipo SSD, riducendo così l’attesa per il caricamento dei giochi e aumentando la velocità di rendering degli ambienti.

Inoltre, continua Ryan, su PlayStation 5 ci sarà un  driver ottico che funzionerà anche da Blu-ray 4K  e i dischi di gioco avranno una capienza massima di 100 GB.

Una delle novità più interessanti è però relativa al nuovo joypad. Non sarà infatti più provvisto della vibrazione, tipica dell’attuale, ma sarà dotato di un feedback di tipo aptico, ossia in grado di fornire sensazioni tattili molto più precise, permettendo di ricevere vibrazioni diverse, in termini di forza e durata, a seconda delle situazioni che si creeranno nel gioco, come ad esempio su superficie ruvida, o piana o morbida. Oltre al rinnovato sistema di vibrazione, il controller avrà dei nuovi pulsanti dorsali, i grilletti L2 ed R2, “adattivi”,  il che significa che avranno dei livelli di resistenza alla pressione. Gli sviluppatori potranno così scegliere il grado di resistenza, per simulare al meglio l’azione del gioco. 
Il tutto, combinato con il  nuovo e più potente speaker posizionato sempre sul controller.

Sappiamo già da oggi e con certezza che PS5 sarà retrocompatibile con PS4 e con PlayStation VR.

Al momento del lancio saranno quindi supportati tutti (o quasi) i titoli della attuale generazione. Ci saranno infatti tre modalità di utilizzo della console: la Native Mode, per i giochi della nuova console, la Pro Legacy Mode per i titoli PS4 Pro e la PS4 Legacy Mode per i giochi “standard”.

Le caratteristiche tecniche della nuova PS5

Mark Cerny, responsabile dell’architettura della nuova console di casa Sony ha confermato alcune delle caratteristiche ufficiali di PlayStation 5. Vediamo insieme l’elenco di quelle principali:

  • CPU: x86-64 AMD Ryzen Zen 2 , octaa-core a 3,5 GHz e 16 thread, 7nm
  • GPU: AMD Radeon RDNA 2 a 10,28 TFLOPS, 36 CUs a 2,23 GHz, Ray-Tracing hardware
  • Risoluzione: fino a 8K
  • RAM: 16 GB GDDR6, 256-bit
  • Larghezza della banda di memoria: 448 GB/s
  • Memoria interna: Custom SSD da 825 GB
  • Velocità IO: 5,5 GB/s (Raw), 8-9 GB/s (Compressi)
  • Espansione di memoria: slot aggiuntivo NVMe SSD
  • Memoria esterna: supporto a memorie USB
  • Drive Ottico: 4K UHD Blu-ray
  • Retrocompatibilità: PS4 e PlayStation VR
  • Audio: unità custom integrata nella CPU per Audio 3D “Tempest 3D AudioTech”
  • Controller: tecnologia tattile, pulsanti dorsali R2 e L2 adattivi

Controller DualSense

Il nuovo controller della PS5 si presenta con un design e uno stile di colorazione completamente nuovi ed ovviamente dotato di tante nuove funzionalità.

Nuovo controller Dualsense PS5

Il colore nero predominante lascia spazio ad una livrea bianca molto particolare. Cambiano anche le forme, e sulla parte frontale è stata installata una porta USB Type-C. Il tasto Share diventa ora Create e servirà per creare contenuti. Si perdono gli iconici colori che caratterizzano i quattro tasti di lato sulla destra dove resteranno invece le consuete forme. I due pulsanti dorsali principali, R2 e L2, saranno adattivi. Ci saranno quindi diversi livelli di pressione, e gli sviluppatori potranno far sì che i due pulsanti offrano diversi livelli di resistenza a seconda dell’operazione che deve svolgere il giocatore. Si riuscirà, ad esempio, a distinguere la modalità di fuoco di un fucile a pompa da quella di un mitragliatore pesante. Ma non finisce qui.

DualSense offrirà un nuovo feedback di tipo aptico. Non si tratterà di una classica vibrazione, quella a cui siamo abituati con gli attuali controller. Il joypad reagirà alle situazioni, offrendoci feedback molto particolari. immaginate ad esempio di muovere un personaggio nel fango. Sarà possibile percepire in modo “tattile” tutti i gradi di resistenza. Allo stesso modo se il nostro personaggio si trovasse su una lastra di ghiaccio.

Presente anche un microfono integrato, che dovrebbe garantire una perfetta comunicazione in modalità multiplayer, e una batteria leggermente più potente in grado di fornire un’autonomia maggiore rispetto a quella del DualShock 4 (molto criticata dagli utenti PS4).

Grafica

PS5 supporterà il Ray Tracing. Illuminazione dinamica ancora più realistica quindi, con un occhio di riguardo ai riflessi e ai fenomeni di rifrazione causati dai raggi di luce che filtrano attraverso specchi d’acqua o vetri. Non resta quindi che attendere i nuovi giochi per “sperimentare” innovazioni e migliorie.

PlayStation VR – 2

A fianco di PlayStation 5 potrebbe debuttare un PlayStation VR di seconda generazione. Sony sta continuando infatti a puntare molto sulla realtà virtuale. Non dimentichiamo il piccolo gioiello di Astro Bot, gioco di realtà virtuale che ha conquistato grandi, giovani ma anche i piccoli. La maggior potenza grafica di PS5 dovrebbe permettere la realizzazione e l’utilizzo di un visore a più alta risoluzione e giochi più definiti. Per chi già possedesse l’accessorio PlayStation VR acquistato per la PS4 non temete, PlayStation 5 sarà in ogni caso interamente compatibile con il PlayStation VR di prima generazione.

Ovviamente c’è da sperare che non accada mai, ma se dovesse ripresentarsi in futuro una quaratena-bis la nuova PS5 non potrà proprio mancare!